agosto 1989 - Attesa a Maputo

In attesa del volo per Quelimane, che viene effettuato due volte la settimana, trascorro alcuni giorni a Maputo dove noto un considerevole aumento di abitazioni in aree che lo scorso anno erano libere.
La guerra sta causando la fuga di migliaia di persone dalle località dell’interno, mentre da un giorno all’altro nascono nuove case in spazi ancora vuoti.
In realtà chiamarle case è un eufemismo: si tratta di capanne per lo più costruite in bambù e con il tetto di lamiera, dove vivono interi nuclei familiari in condizioni di estrema precarietà.
La guerra continua ed il Mozambico dipende quasi totalmente dall’aiuto esterno.
L’esportazione, che un tempo era considerevole, ora è limitata ai gamberi, alle arachidi e allo zucchero la cui produzione annua è scesa in poco tempo da 420.000 a 24.000 tonnellate.
Sorprende la costruzione della nuova ambasciata sudafricana, chiamata con discrezione “missione commerciale”, quando proprio il Sudafrica ha alimentato la guerriglia della Renamo.
In realtà il Sudafrica, come ha scritto recentemente un quotidiano italiano, ha le chiavi della sopravvivenza del Mozambico.
Samora Machel, scomparso tre anni fa in un enigmatico incidente aereo, lo aveva capito ed aveva firmato un accordo con il presidente sudafricano Botha con il quale il Sudafrica si impegnava a sospendere gli aiuti alla guerriglia della Renamo in cambio dell’espulsione dei membri dell’ANC (il partito antiaparthaeid sudafricano) ospitati a Maputo.
Il patto però è stato a senso unico: il Sudafrica continua a sostenere la guerriglia ed i negozi di Maputo espongono ora prodotti sudafricani.
Il governo ha elaborato un programma di ristrutturazione economica che imporrà altri sacrifici ma che sembra voler incentivare l’economia privata.
Tuttavia continua l’emergenza alimentare ed il PAM (Programma Mondiale dell’Alimentazione) distribuisce viveri nelle località che riesce a raggiungere mentre il Frelimo (il partito al governo sostenuto da finanziamenti sovietici) ha offerto ai guerriglieri della Renamo la possibilità di consegnarsi promettendo l’impunità, ma pochi hanno sinora accettato, non fidandosi molto.
Intanto le persone continuano a fuggire ed a riempire le città, affollate da gente che dalla periferia si sposta in centro per cercare un lavoro o per vendere ogni tipo di prodotto.
Nella casa in cui sono ospitato, quasi ogni giorno si presentano persone che chiedono un lavoro o un aiuto economico oppure cercano di vendere zanne d’elefante o pelli di leopardo.
Un’altra conseguenza della [...]

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