agosto, lavoro non ti conosco!

Il diritto  alle ferie è irrinunciabile,  imprescrittibile  e  inderogabile: lo dice la costituzione.
E noi obbediamo senza protestare perché, parafrasando,  all'italiano togli tutto, ma non le sue ferie ad agosto che poi siano al mare, in montagna o semplicemente cullati dal dolce far niente, poco cambia.
Sicchè succede che ogni anno ad agosto, nonostante si parli di scaglionare le ferie e nonostante i servizi essenziali vengano rispettati, le saracinesche dei negozi si abbassino, il panettiere, il fruttivendolo, il  parrucchiere espongano il cartello  e le aziende che ancora resistono interrompano la produzione.
Artigiani, professionisti e medici vanno in ferie anche loro, naturalmente ad agosto.
Eppure ad agosto strade, treni, aerei, alberghi e spiagge sono sovraffollate e costano di più.
A volte i servizi sono peggiori.
Ci sarà un perché se continuiamo a scegliere agosto come periodo di relax pur riconoscendo che le ferie a settembre o a giugno non sarebbero poi una così pessima scelta? Alcuni sostengono che sia tradizione: per le grandi aziende di allora era sano mandare al mare ad agosto il personale.
Altri pensano si tratti di abitudine: la genta è strana, dicono, va dove c’è  folla.
Qualcuno per trovare la spiegazione va indietro nei secoli:  quando il tempo era scandito dal ritmo del lavoro della terra.
Agosto, infatti, rappresentava il momento in cui la terra poteva regalare un po’ di quiete, dopo le grandi fatiche della mietitura del grano e in attesa della vendemmia e delle semine autunnali.
comunque sia...
ovunque siate...

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