associazione antimafie Rita Atria: Solidarietà a Di Matteo

Associazione Antimafie Rita Atria: “Al fianco di Nino Di Matteo insieme allo Stato dei cittadini onesti” Il Tar respinge il ricorso del magistrato contro le nomine del CSM.
lug 10 Scritto da: 10/07/2016 11:46  RSS Il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal PM Nino Di Matteo, tramite i suoi legali, in cui chiedeva la sospensione della delibera del CSM, datata 8 aprile 2015, nella quale venivano nominati come sostituti alla Direzione Nazionale Antimafia i PM Eugenia Pontassuglia, Salvatore Dolce e Marco Del Gaudio.
I giudici amministrativi, con la sentenza depositata venerdì 8 Luglio 2016, motivano il respingimento asserendo che “la particolare oggettiva valenza del curriculum del ricorrente non è stata né ignorata né sottovalutata” dal Consiglio Superiore della Magistratura “ma più semplicemente è risultata recessiva nel confronto con i designati, a favore dei quali ha militato, quanto all'attitudine specifica, oltre all'esperienza approfondita in materia di lotta alla criminalità organizzata da essi maturata, la spiccata attitudine al lavoro di gruppo e la pluralità di esperienze professionali svolte in funzioni e settori diversi di attività giudiziarie”.  Risulta doveroso evidenziare quanto sostenuto dai legali del PM, il professor Mario Serio e l’avvocato Giuseppe Naccarato, che nelle pagine del ricorso accusano il Csm di aver violato l’articolo 97 della Costituzione sul buon andamento della Pubblica Amministrazione e di aver commesso “abuso di potere”, violando una circolare interna, sostenendo in conclusione che la delibera stessa sia da ritenere illegittima in quanto “appare evidente che il Csm sia incorso in una vera e propria omissione di elementi significativi”.
Nello specifico evidenziano una “sistematica, algebricamente calcolata e calibrata sottovalutazione dell’ineccepibile e solidissimo profilo professionale del ricorrente”.
Inoltre, secondo gli avvocati, non è stato attribuito il punteggio secondo i parametri della circolare, ed è stato così disatteso l’essenziale parere del Consiglio Giudiziario di Palermo del 18 ottobre 2012 (confermato nel marzo 2015)che recita: ‘Il dott.
Di Matteo ha diretto e coordinato indagini particolarmente incisive e complesse nei confronti di agguerrite famiglie mafiose… In tale contesto ha dato prova di straordinarie qualità professionali’.  Non è stato attribuito nemmeno l’incremento di 1 punto, come previsto dalla circolare del Csm “nei casi in cui risulti che il magistrato è stato impegnato per periodi di [...]

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