azzurrezza ovvero attitudine all'azzurro

MARK STRAND WHAT IT WAS  IEra impossibile da immaginare, impossibileda non immaginare; la sua azzurrezza, l'ombra che lasciava,che cadeva, riempiva l'oscurità del proprio freddo,il suo freddo che cadeva fuori da se stesso, fuori da qualsiasi ideadi se' descrivesse nel cadere; un qualcosa, una minuzia,una macchia, un punto, un punto in un punto, un abisso infinitodi minuzia; una canzone, ma meno di una canzone, qualcosa cheaffoga in se', qualcosa che va, un'alluvione di suono, ma menodi un suono; la sua fine, il suo vuoto,il suo tenero, piccolo vuoto che colma la sua eco, e cade,e si alza, inavvertito, e cade ancora, e cosi' sempre,e sempre perché, e solo perché, essendo stato, era...IIEra l'inizio di una sedia;era il divano grigio; era i muri,il giardino, la strada di ghiaia; era il modo in cuii ruderi di luna le crollavano sulla chioma.Era quello, ed era altro ancora; era il vento che azzannavagli alberi; era la congerie confusa di nubi, la bavadi stelle sulla riva.
Era l'ora ...

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