caffè scorretto

Caffè Scorretto Ecco a voi la seconda puntata del ciclo sulla Mente Rivoluzionaria.
(Le precedenti sono nella categoria "mente rivoluzionaria" che trovate in grassetto sulla colonna di sinistra)     «Ebbene siediti» mi fece il dottore vedendomi ancora un po’ scosso dalle sue precedenti parole «Dimmi: alla fine di quel pranzo hai bevuto il caffè, non è vero?» «Sì.
Così amaro non l’avevo mai assaggiato»   «E’ normale.
Un classico “Caffè Scorretto”.
E’ il piatto forte della (de)mente rivoluzionaria: crea in chi lo beve uno stato di totale scorrettezza con la realtà, a partire dalla percezione del tempo che risulterà totalmente ribaltata: il rivoluzionario è talmente proiettato verso il futuro della società perfetta, da ritenere quella – e non i fatti reali del presente – l’unico criterio vero, “corretto” per giudicare la realtà.
Tutto ciò che non si adegua al Futuro viene manipolato o, se troppo ostinato, eliminato e dimenticato per sempre»   «Non sono sicuro di averti capito bene» «Sì sono concetti difficili, lo so.
Ma qui ho un esempio che ti lascerà esterrefatto.
Me l'ha fornito il dr.Cabasilas» e dicendomi questo mi mostrò questa foto utilizzata dalla Regione Liguria nei festeggiamenti per il 25 aprile.    «Ritrae dei partigiani, vedi?» «Sì» «Ma c’è un bluff.
La foto di destra è stata taroccata dalla Regione Liguria» «Hanno fatto sparire le armi sul tavolo dei partigiani.
Che ti dicevo? In questi 60 anni l’obiettivo della rivoluzione è mutato: se nel ‘45 prima bisognava conquistare l’Italia con le armi ora si aspira ad una società pacifistoide.
Questa foto d’epoca è incompatibile con la nuova verità e va dunque "corretta" perché “falsa”»   «Come sarebbe a dire “falsa”? Falsa è quella frutto del taroccamento, non quella d’epoca!»   «Non per la (de)mente rivoluzionaria: ricordati che in essa è il Futuro ad essere "vero" mentre falso è ciò che del presente e del passato non si accorda con il Futuro-Verità.
Il Futuro è certo, il Passato mobile: questo è il primo sintomo di demenza rivoluzionaria»   Ero senza parole.
«Non può trattarsi di semplice ipocrisia?»   «No, magari lo fosse.
L’ipocrita è cosciente della sua bugia, il paziente affetto da (de)mente rivoluzionaria no.
Egli è davvero convinto che l’errore stia nella foto vecchia e non in quella taroccata.
So che per chi – come te – è stato educato alla logica risulta difficile afferrare questo fenomeno, ma avviene proprio così come ti ho descritto.
E’ [...]

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