che invenzione del piffero

Era ancora un’età dell’innocenza del WWW quella in cui Meg Ryan e Tom Hanks si innamoravano felicemente chattando sotto mentite spoglie in c'è posta per te  Ma era il 1998, non c’era stato il boom di My Space,MARK ZUCKERBERG non aveva ancora inventato FACEBOOK  e le vite private di milioni e milioni di persone non si erano ancora riversate sul Web in una sorta di costante GRANDE FRATELLO Era l’età dell’innocenza della comunicazione, un’età in cui, paradossalmente, guardavamo a certe novità con sospetto proprio quando ancora non avevano neanche un decimo del potenziale devastante che hanno oggi, mentre le viviamo con la massima serenità.
E, così, serenamente, trascorriamo il nostro tempo su TWITTER, LINKEDIN e, ovviamente, sull’immancabile Facebook grazie alla cui presenza possiamo davvero sapere molto sulle relazioni umane senza, tuttavia, conoscerle davvero.
Il continuo aggiornamento dello status, lungi dall’essere una moda passeggera, miete sempre più vittime e lascia  che emergano profonde verità come la tendenza a tornare single di lunedì.
Come avremmo mai potuto continuare a vivere senza questa scoperta? Ironia a parte, lo strumento di per sé può essere utile e dilettevole, anche se non era necessario.
Inutile gettare un anatema su FB come ha fatto il reverendo  CEDRIC MILLER , che lo ha vietato ai suoi fedeli sperando di scongiurare definitivamente l’infedeltà coniugale.
Molto meglio analizzare la situazione e tentare di scongiurare i pericoli maggiori a cui le coppie, tutte le coppie non solo quelle appena nate, devono fare ben attenzione.

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