con lentezza

apri gli occhi.
con lentezza.
sempre con calma ti abitui al rumore del tagliaerba che ti ha svegliata, poi scendi dal letto senza gran desiderio di nulla che non sia una sigaretta, infine ti piazzi al computer.cazzo, li hai visti ieri.
non c'è nulla da fare, sei brava a mentire agli altri quando occorre, sin troppo abile a recitare e simulare, ma quando si tratta di nasconderti le cose non ne sei capace, lì casca l'asino.
di solito fai caso a tutte le punto bianche che passano per la strada, sorridendo alla possibilità che quella da te incrociata sia proprio la sua.ieri invece la fissi, poi leggi la traga, ti manca il fiato.alzi lo sguardo, senza fretta.sai già cosa troverai dentro l'abitacolo asettico.eccolo lì, le basette, i capelli un attimo incolti, che si arricciano sbarazzini in ogni dove.poi di fianco una chioma scura, che non intravedi perchè lui è 20 centimetri più alto e un tot più massiccio di colei che già hai individuato, di cui sai il nome.dio che dolore, tutto in un attimo.come un pugno in pancia, ti prende la morsa che non può lasciarti, che non ti da possibilità di scampo.sei fottuta.
e ti faresti una birra o una vodka adesso, di prima mattina, come quando avevi 15 anni ed eri punk, portavi il collare e dannazione, anzi, dio cristo - suvvia non siamo avari di ingiurie! - lui, Yuri, era già nella tua vita...una vodka secca...
cosa vuoi che sia..sarà mica la fine del mondo..ma non puoi ridurti così, e losai.
non per lui.ingoi un litro e mezzo di amarezza sotto forma di saliva, poi ti vesti.
senza fretta.
con calma.
con lentezza.
ma dentro esplodi.dentro maceri vendetta.dentro..
sei judith davvero.

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