continuiamo a parlare della bellezza

continuiamo a parlare della Bellezza   3714 6/3/2008   La Bellezza è, nella luce del Crocifisso Risorto: Amore, dono non di qualcosa ma di se stessi.
E il dono è anche sofferenza.
L’Amore conosce un confine incerto col dolore perché chi si dona non calcola, non si riserva alcuna scappatoia.
L’amore di Dio, l’Amore che è Dio è questo dono.
E’ questa inesprimibile ineguagliabile Bellezza.
La Bellezza che salverà il mondo.
  Contempliamo questo mistero del Bello nell’icona della Trinità Angelica di Rubljov.
  Qualche parola sull’Autore non guasta.
  Rubljov è un monaco della Chiesa Ortodossa, ed è pittore.
  Nell’Oriente cristiano sono i monaci coloro che dipingono le icone, immagini sacre che, nel sapore un pò primitivo, sono invece delle summe di teologia.
 Rubljov vive nella Russia del XIV secolo, nel convento della Trinità.
In questo periodo in Russia si diffonde un grande desiderio di rinascita perché, finalmente, sembra regnare la pace.
Sconfitti i Mongoli, che piegavano e vessavano le popolazioni di questo sterminato territorio, tutto sembra evocare la realizzazione di una pace superiore, improntata agli elementi cristiani del Vangelo.
  Eppure le guerre e le violenze continuano ad insanguinare il suolo russo.
La Rinascita, che la Chiesa e i governi desiderano, però vuole esprimersi ugualmente perché la scelta della capitale in Mosca, segna un  passo verso quell'Unità che è la prima garanzia di una pace duratura; tale desiderio trova nell’Arte il modo più appropriato d'espressione.
Giungono, perciò, a Mosca artisti dalla Grecia -i russi si sentono gli eredi della terra dei Grandi Concilii ecumenici - e vi importano la loro arte: l’arte delle icone.
  Rubljov, giovanissimo, lavora presso un grande artista: Teofane il greco, e apprende il senso e la tecnica delle icone.
Questo apprendistato, fuso alla sua sensibilità e alla storia del suo popolo, alla creatività che lo contraddistingue, farà di lui un grande di tutti i tempi.
  Tra le opere,  la Trinità angelica oltre a essere la più notevole è anche la più conosciuta, perché nella storia ivi narrata degli angeli apparsi ad Abramo (Gen 18 1,-15), Rubljov ha dipinto anche il mistero della vita trinitaria.
 L’icona si presenta dunque ricca di significati e di rimandi: il primo è la promessa fatta ad Abramo; il secondo è il racconto della Pasqua; il terzo è l'annuncio del futuro come vita nella luce della Trinità.
  Il racconto del vecchio testamento  parla   della fedeltà del Dio di Israele.
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