da New York ad Amatrice.....

Il pompiere eroe di New York«Qui ad Amatrice, fiero di voi»Lui, Robert-Roberto, è salito da Roma ad Amatrice «su richiesta del raggruppamento operativo emergenze della Protezione civile».
Sessant’anni, s’è fatto Sarajevo, il Kosovo, le Torri gemelle, mezza Africa.
Ma ad Amatrice, nella tendopoli della frazione Scai, mille metri d’altezza, sei gradi di temperatura la notte, gli sono rimasti negli occhi la dignità della nostra gente, gli sfollati, mai un lamento, «aiutavano a montare le tende, le manichette dell’acqua per il magazzino, scavavano...
È un popolo di montagna, tosto, abituato a lavorare duro dall’alba al tramonto, ho visto certi nonni...», dice, pensando chiaramente alla sua, di gente, ai suoi nonni abruzzesi.«Qui sono stato chiamato con un incarico insolito per me: coordinare la logistica per l’allestimento dei campo degli sfollati di Scai.
Siamo la migliore Protezione civile che c’è», dice, e stavolta usa la prima persona plurale, includendosi a tutti gli effetti nella madrepatria dei nonni: «I pompieri italiani sono pochissimi, appena trentamila su tutto il territorio, che significa 7.500 per turno dalle Alpi alla Sicilia, quando solo a Parigi ce ne sono in servizio 1.800 per turno.
Nonostante questo, gli italiani fanno un lavoro straordinario».
Peccato, dice, che siamo così esterofili.
«Parlate tanto di Giappone! Ma a Kobe, nel terremoto del ‘95, tra le prime costruzioni a crollare ci fu la caserma dei vigili del fuoco...
A Fukushima i miei uomini dormivano in macchina perché non c’erano strutture, quando nel terremoto d’Abruzzo avevamo pasti caldi e organizzazione efficace a Coppito.
Molti Paesi non sono organizzati come l’Italia, compreso il Giappone di cui tanto blaterate!».
Il vero nemico? «Noi stessi, sì, noi italiani, mi sento italiano, io.
Siamo troppo critici con noi stessi, coltiviamo l’idea che non funziona mai niente.
Non è vero.  Poi la terra trema ancora.( dal corriere della sera )   Un abbraccio fortissimo a questa fiera gente così tragicamente colpita.
Stiamogli vicini !  

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