dal canto XXX dell'Inferno

  Io vidi un, fatto a guisa di leuto,
pur ch'elli avesse avuta l'anguinaia
tronca da l'altro che l'uomo ha forcuto.       51
Io vidi uno che sarebbe parso un liuto (leuto) se gli fosse stato diviso l’inguine (l’anguinaia) dalle gambe (da l’altro che l’uomo ha forcuto)
  La grave idropesì, che sì dispaia
le membra con l'omor che mal converte,
che 'l viso non risponde a la ventraia,         54
L’idropisia che rende lenti e pesanti i movimenti dell’uomo malato (grave), che rende sproporzionate le membra a causa del sangue che essa fa più acquoso (l’omor che mal converte), tanto che il viso, rimanendo magro, con corrisponde più al ventre che si gonfia enormemente,
  facea lui tener le labbra aperte
come l'etico fa, che per la sete
l'un verso 'l mento e l'altro in sù rinverte.    57
gli faceva tenere le labbra aperte come fa il tisico (etico), che per l’arsura rivolta un labbro in giù, penzoloni, e l’altro in su.
  "O voi che sanz'alcuna pena siete,
e non so io perché, nel mondo gramo",
dis...

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