dalla lettera di Pantarei al suo amico Ale.

Ho pensato molto prima di scrivere questo commento, caro alex..ho pensato perchè sapevo di doverti una replica, ma volevo fosse giusta, ho pensato perchè mi sono venute alla mente milioni di parole, ma sapevo che il semplice concetto che covava in me non ne aveva bisogno, ho pensato...ed ora ti dico: quando sarai stanco di persone che amano solo la parte di te che l'attore ha mostrato, solo quelle carte che il mazziere abile del casinò che porti dentro, più o meno a caso, ha estratto, allora capirai il senso profondo delle mie parole, e della condizione che ho posto,.
E chissà, forse la mia locanda, o il bosco sulla collina, o il lago al chiaro di luna, immersi nel silenzio e nella verità, potranno aiutarti.
E' bello, lo riconosco, scoprirsi poco a poco al mondo, alle persone, ma la finzione (che a volte può essere un piacere, vanità di voluttà) non è un obbligo: non tutti coloro che a te tengono devono essere costretti a spostare i mille veli e muri che ti sei messo intorno..Conosc i davvero una persona quando puoi guardare il mondo con i suoi occhi...e tu, ti riconosci? Chi c'è davvero, dietro al bancone della mia locanda? Che tutti lo possano vedere, ed ammirare per ciò che è! Io ho la fortuna di farlo già.
Ed ora tieni, è il mio sasso migliore, il più bello; lo tenevo per un giorno speciale...ed oggi ho scoperto che non era il mio, ma il tuo.
So che, quando troverai il coraggio di lanciarlo, starai in piedi sulla riva ad aspettare: quel giorno chiamami, se vorrai...sarò lì a farti compagnia.
Alla tua!

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