esegeti da quattro soldi, studiate.

Le vittime -le vere vittime- sono i pretini ambiziosi che si bevono tutte le stupidaggini che gli esegeti "à la page" scrivono.
I pretini ambiziosi, però, fanno un ulteriore danno, che è ben più grave della loro stolta e superba ambizione: questi pretini ambiziosi dicono queste baggianate nelle prediche e "violentano" la fede dei semplici.
Stimolati da uno dei Vangeli letti nelle sante Messe feriali dell’ultima settimana, possiamo osservare il segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che è un rarissimo caso di episodio presente in tutti e quattro i testi evangelici.
L’esercizio è interessante, perché permette di constatare una volta ancora la storicità del racconto.
I miracoli fatti da Gesù, propedeutici al suo farsi pane eucaristico, sono in realtà due, ben distinti e simili: la prerogativa di essere narrato da tutti e quattro i Vangeli vale solo per il primo.
Furono tuttavia proprio due: che non ci sia confusione lo attesta Gesù stesso (Mt 16,8 e Mc 8,14), facendo il riassunto dei fatti e rimbrottando un po’ il comprendonio dei suoi discepoli.
I due episodi possono essere distinti tramite i particolari che troviamo descritti.Nel primo (Mt 14,13-21; Mc 6,30-44; Lc 9, 10-17 e Gv 6,1-15) i mezzi a disposizione constano di 5 pani e 2 pesci, gli uomini sfamati (donne e bambini esclusi) sono 5mila e alla fine avanzano 12 ceste di cibo non mangiato.
Luca scrive che il fatto è accaduto in un luogo deserto (che non significa brullo) del territorio di Betsaida (Lc 9,10) «dall’altra parte del mare» rispetto a Cafarnao (Gv 6,17).
Le due località distano “via mare” poco più di tre chilometri.
Nel secondo caso (solo in Mt 15,29-39 e Mc 8,1-10), sempre sulle sponde settentrionali del mare di Galilea (dopo il miracolo Gesù andrà verso Magadan/Dalmanuta), inizialmente c’erano 7 pani e dei pesciolini, gli uomini erano 4mila e alla fine rimangono 7 ceste di “avanzi”.
Superata l’irresistibile tentazione di inseguire tutti i possibili simbolismi presenti in questi numeri, perfettamente uguali in tutti i Vangeli che ne scrivono, la dovizia di particolari e la sinossi rende interessante lo studio delle peculiarità storiche e geografiche dei due episodi, potendoli così collocare con precisione negli anni della vicenda terrena di Gesù, Dio tra gli uomini, qui in uno dei segni che provocarono maggior scalpore tra la gente.
Cafarnao era la città capoluogo della zona, sede di una importante sinagoga e anche di una guarnigione romana.
Divenne la residenza di Pietro e dall'anno 31 vi abitò anche [...]

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