gaffe n 2

  A proposito di gaffe ha destato un certo clamore quella di monsignor Andrea  Gemma, vescovo esorcista, il quale ha paragonato  gli indemoniati ai malati della sindrome down.
Premetto di essere assolutamente ignorante  sul fenomeno che colpisce gli indemoniati così come sulle persone che nascono con un  handicap grave.
Le mie sono  considerazioni di un uomo qualunque che, senza fare della ironia fuori luogo, cerca di usare quel dono di cui tutti disponiamo che si chiama ragione.
Benché non sappia nulla della materia ritengo dunque plausibile che Monsignor Gemma dica il vero quando afferma che le persone possedute dal demonio assumono espressioni e atteggiamenti che le fanno assomigliare  ai malati della sindrome down.
Il problema è che certe affermazioni, anche se scientificamente ineccepibili, è bene tenersele per se specie se sono inutili e  suscettibili di offendere gravemente  le persone coinvolte e gli stretti congiunti.
Che bisogno c’era, chiedo allora a monsignor Gemma, di divulgare ai quattro venti questa somiglianza, vera o presunta, che gli esperti sicuramente conoscono bene mentre  nulla aggiunge alla conoscenza dei profani? Il sospetto è che non tutti i prelati che arrivano alle alte cariche   siano dotati della comune capacità di discernimento, forse perché abituati ad obbedire senza contraddire ed ad essere obbediti senza essere contraddetti.
Ne è prova il sostegno “ottuso” che la gerarchia, la quale secondo il Vangelo dovrebbe rappresentare i successori degli apostoli, ha assicurato per lungo tempo ad un povero malato di cui sono noti nome e cognome.
Sinceramente non so se il demonio esista e a chi assomigli una volta che  prenda possesso delle persone, anche se la tradizione popolare lo dipinge come un essere rosso come il fuoco e  le vesti di certi monsignori.
So per certo tuttavia che, se dovessi notare delle somiglianze imbarazzanti, me  lo terrei per me.

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