genova

ho avuto l'occasione di rivisitare genova, una città nella quale ho avuto il piacere di abitare per un brevissimo lasso di tempo e, come allora, nel perdermi tra le sue braccia mi sono sentito smarrito e familiare.genova città circondata da calvi colli spazzati dal vento, piena di tetti e cupole, di fortezze sui monti, di mare, di stretti caruggi che salgono e scendono, di portali scolpiti, di madonne dipinte, di alti palazzi, di parole del poeta cantautore scritte su per i muri, di sapori e odori di terre lontane che si mescolano a quelli del posto, di focaccia, di gente colorata, di bambini che ridono e corrono, e quella lanterna, così alta ed elegante che sempre cerchi guardando il porto.
percorri i suoi caruggi, strette vie a volte popolate a volte deserte, con la biancheria stesa ad asciugare che nasconde la vista del cielo, cammini disordinatamente, continuamente sorpreso perché non sai cosa nasconde la prossima curva, puoi trovare una chiesa, una scalinata, un balcone fiorito, una piazzetta, dei gatti e qualche gigantesco topone che con noncuranza ti passa tra i piedi.
ti muovi tra nativi col volto segnato dal tempo, e immigrati dai volti colorati che hanno portato qui la loro musica e i loro ricordi, giri per vicoli dove eleganza e sporcizia, rumore e silenzio, si mescolano stuzzicando la tua curiosità.
poi, quando l'odore del mare si fa più aspro e più forte, improvvisamente, con sorpresa, sbuchi sul porto.
lì noti quell'utile quanto assurda sopraelevata che divide la città dal mare.
sotto i portici, davanti al porto, senti una grande mescolanza di profumi, odori di gasolio, di salmastro, di calamari, di polpi, di alici marinate, di focaccia calda e profumata, e vedi la gente, tanta gente che passeggia in uno dei posti dove storia e avventura si fondono.genova "la superba" che ti abbraccia perchè abituata ad accogliere, chi da sempre, nel suo porto getta l'ancora..............................
....................genova per noi Con quella faccia un po' cosìquell'espressione un po' cosìche abbiamo noi prima di andare a Genovache ben sicuri mai non siamoche quel posto dove andiamonon c'inghiotte e non torniamo più.Eppur parenti siamo un po'di quella gente che c'è lìche in fondo in fondo è come noi, selvatica,ma che paura ci fa quel mare scuroche si muove anche di notte e non sta fermo mai.Genova per noiche stiamo in fondo alla campagnae abbiamo il sole in piazza rare voltee il resto è pioggia che ci bagna.Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.Ma quella faccia un po' cosìquell'espressione un po' [...]

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