giorno 25 - vintaggi loro

Dove la nostra torna nell’est del suo cuore, arifacce.
Eh ma la domenica brick lane s’apre al mercatino, che la nostra non ha ancora visto, e sulla quirky guide to east london la nostra ha visto due o tre negozi che la nostra sente di dover ispezionare, se non altro per capire che caspita voglia dire quirky.
  Solo che la nostra che pensa di padroneggiare almeno quella parte della città, decide di arrivare in zona da una nuova via e chiaramente si trova dove non dovrebbe, e ci mette un po’ il vuoto deserto pieno solo di wheel repairs e capannoni a veder spuntare la gioventù peculiarmente abbigliata ed i negozi che fornisce il materiale per il loro sport preferito, lo spulcio del ciarpame.
E allora spulcia pure la nostra, e si preoccupa di cominciare a mutarsi geneticamente perchè si scopre attratta da pantacollant azzurro oltremare e gilet di lana a quadri.
La nostra si trova in sclater street che si fonde con cheshire street e a quel punto incrocia brick lane.
Le bancarelle qui stanno già smontando e la nostra scopre che anche qua esiste il contrabbando di prodotti di bellezza (veramente l’amica silvia le aveva detto che c’è anche uno strano giro di sigarette presso gli off-licence, che al segno del police verso vendono le sigarette diciamo d’importazione a metà del prezzo ufficiale) e che ogni negozio di vestiti second hand ha ottenuto una second life riciclandosi, con successo, come vintage.
Con un certo qual gusto, nota la nostra.
E s’avvede che però non si tratta solo di vestiti e moda, anche gli altri negozi hanno il riutilizzo come filosofia e pratica creativa.
A partire dal negozio monotematico di Plimsoles a 5 £ il paio, la scarpa ufficiale della meglio gioventù locale(“the devil wears prada but normal people wear plimsole” è vergato a pennarello sul cartone), una sorta di orribile superga bianca a punta, si susseguono vetrine sulle quali la nostra poggia il naso per vedere negozi-gallerie di artisti del riciclo, o artisti in senso lato, statue di ferro ri-fuso vicino a litografie e dirimpettaie di negozi di  oggettistica in cui puoi comperare un sevizio di calici (calice di vetro e coppa di ceramica che una volta fu una tazza di tè), fotografie , cornici, attrezzatura per cucina naturale  e agricoltura organica nel giardino...
  Insomma non è solo moda questa del vintage, o meglio è una moda impregnata dal DIY (do it yourself) e dello spirito indie a sua volta partorita da una nuova coscienza sociale e ambientale.
O forse è quest’attitudine naturalista ad essere di moda, come [...]

Leggi tutto l'articolo