giudice che si sospetta abbia favorito la mafia,non viene sospesa, licenziata, ma spostata, vergogna

 giudice che si sospetta abbia favorito la mafia,si allarga indagine su giudice Saguto.
Che si dimette, non viene sospesa, licenziata, ma spostata, vergognaio non capisco, un giudice viene preso con le mani nel sacco,insomma i sospetti sono gravissimi e che si fa, lei viene licenziata, sospesa ,noooooooooo!!!! Viene trasferita,ma se un giudice fa cose sporche in un posto e poi tu aspetti che diventi santo nell'altro, impossibile, l'ha dimostrato il generale Adimolfi,pure lui beccato in una delle varie p 1,2,3,4,5, mica è stato licenziato,spostato,retrocesso,pensionato,no messo addirittura in un posto più importante, è stato promosso e infatti te lo ritrovi che intriga ancora e nulla fanno per fermarlo,anzi Adinolfi con Amato e Letta gianni era il triunvirato che accompagnava Napolitano a tutte le cerimonie erano presenti,io mi vergogno di un paese così, perchè vuol dire solo una cosa ,siamo un paese governato dalle mafie.
Adesso la signora in questione viene messa in un altro posto chiave, e a sostituirla chi ci mettono,ma un amico degli amici,riporto quello che è scritto sul fatto:E mentre l'incarico della Saguto è stato preso da Mario Fontana, presidente della quarta sezione penale, quella che ha processato e assolto gli ex alti ufficiali del Ros Mario Mori e Mauro Obinu  l'indagine dei pm nisseni si è allargata.
Insieme alla Saguto sono indagati l'avvocato Gaetano Cappellano Seminara, uno dei principali amministratori giudiziari della città, e l'ingegnere Lorenzo Caramma, marito del magistrato e collaboratore dello studio di Cappellano Seminara.
Secondo gli inquirenti ammonterebbero a 750 mila euro in dieci anni l'ammontare delle consulenze concesse da Cappellano Seminara al marito della Saguto.Beni sequestrati alla mafia, si allarga indagine su giudice Saguto.
Che si dimette Il presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo si dimette dall'incarico dopo essere stata coinvolta nell'inchiesta della procura di Caltanissetta per corruzione, induzione e abuso d'ufficio  

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