gli alambicchi degli apprendisti stregoni

Stamattina il conduttore di Prima Pagina ha cominciato la sua lettura dei giornali con Sakineh - la storia della donna iraniana in attesa di lapidazione e ha proseguito con le questioni del contratto Fiom e del clima che tira nelle fabbriche.
Che sia anche lui un 'maledetto comunista' che spregia gli affanni e le angosce del povero premier dimidiato che già si sente sul collo le sentenze del processo Mills e Mediaset - e gli altri che si annunciano che vedono coinvolta la sua cricca di governo – il Verdini in testa, suo fido e adorato 'coordinatore del partito'? Gli apprendisti stregoni Bossi e Berlusconi non sono a loro agio nel gioco di sponda istituzionale.
L'uno è abituato ai comizi da osteria della bassa padana e ha sempre riscaldato il cuore e inumidito il viso dalle linguate dei suoi mille adoranti labrador di partito, l'altro è un imprenditore che va per le spicce e quel che non ottiene in trattativa regolamentare e di libero mercato se lo 'compra' con tangenti e/o minacce (compresa la politica, infine, dopo il terremoto di Tangentopoli) e si fa aiutare negli affari che contano da quei campioni di legalità che sono Dell'Utri e Previti – rotti alle migliori frequentazioni con stallieri eroici e alle 'vie traverse' e i garbugli degli avvocati di ogni risma e bassofondo e giudici oliati e compiacenti.
Sono apprendisti stregoni, i due pretesi 'leader' e 'statisti' a cui si rompono tra le dita rozze di bauscia meneghini le provette e gli alambicchi delle finezze istituzionali e la richiesta di far decadere il presidente della camera in modi diversi dalle minacce volgari e le denigrazioni e i denti infetti dei giornalisti-sciacalli al soldo di famiglia è l'esempio lampante di come si muovano in un negozio di specchi rompendone uno dopo l'altro perché gli manca il 'know how' istituzionbale e nessuno glielo ha insegnato e si sono rifiutati di impararlo, malgrado i suggerimenti disperati di Letta.
Loro 'rompono gli indugi', dicono 'basta ai teatrini', 'impongono' il loro verbo becero di campioni degli evasori che le tasse non le pagano perché non è nel loro verbo di 'fare impresa' in modo europeo e 'sono pronti alle elezioni', ma dovranno passare sotto le forche caudine istituzionali e riceverne le bastonate del caso e dovranno accettare le regole costituzionali e i protocolli istituzionali - e possono chiamare a raccolta tutte le piazze d'Italia e spendere i molti soldi rubati col loro 'imprendere' da banditi pagando i pullman e i treni che menano a Roma, ma non cambierà una virgola di quelle regole e di quei [...]

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