iTALO testa,La sagomatura di una nuvola. L’ekphrasis cognitiva di Franco Buffoni

Su Alessandro De Francesco, ”Ridefinizione” (La camera verde, 2011)La sagomatura di una nuvola.
L’ekphrasis cognitiva di Franco Buffoni 2012Italo TestaMuovendosi tra le polarità della descrizione e del racconto, Franco Buffoni ha da sempre praticato dall’interno della poesia l’ekphrasis, quella particolare tecnica, e figura retorica, attraverso cui un’arte rinvia internamente a un’altra, illuminandone dettagli altrimenti nascosti.In Roma (Guanda, 2009) l’ekphrasis forniva i materiali da costruzione di moltissimi versi, con la descrizione di graffiti rupestri, tele, sculture, architetture, di un ricco campionario di oggetti di arti ‘minori’ (arazzi, vasellami, arte sacra e funeraria…), e quindi con quadri narrativi in cui prendevano corpo pittori del passato (tra gli altri Michelangelo, Pinturicchio, Leonardo e il Salaino, Giovanni Serodine e alcuni ‘minori’ del seicento lombardo).Ma l’ekphrasis era anche il principio strutturale del libro, organizzando l’impianto delle dieci sezioni attraverso cui questa galleria romana prendeva forma.
Fino a comporsi come un vero e proprio poema ecfrastico.Non si trattava però di una questione meramente formale e di tecnica compositiva, ma di un principio di organizzazione dell’esperienza, perfettamente colto da questi versi: “Nei momenti in cui Roma ti vivo / Come una gran quadreria / Qui a veder nascere la critica d’arte / L’accademia, il museo”.L’ekphrasis in Buffoni travalica dunque la polarità retorica della descrizione e del racconto.
Essa non solo amplia la percezione estetica ma rifigura ed espande l’esperienza.
Rivelando la trama temporale della città, l’esposizione ecfrastica dischiude un rapporto con il tempo vissuto (“come se i quadri sfumassero nella realtà, e la realtà nei quadri”, scrive l’autore nelle note al testo).La figurazione ecfrastica dell’esperienza getta così luce su tutta la poesia di Buffoni.
Non a caso Roma era già un libro riassuntivo, che riorganizzava anche testi già presenti in precedenti raccolte nel segno di una progettualità dichiarata.
Per questo Come un politittico, poesia la cui prima stesura risale addirittura a I tre desideri (San Marco dei Giustiniani, 1984), il primo libro di Buffoni, e quindi ricollocata successivamente in apertura di una raccolta chiave, Profilo del rosa (Mondadori, 2000), sta idealmente al centro anche dell’Oscar che dà una prima sistemazione all’opera dell’autore (Poesie 1975-2012, a cura di Massimo Gezzi, Mondadori, 2012).
Come un polittico, infatti, è un [...]

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