igiene ambientale

    Abbiamo convocato questo attivo nazionale perché il settore dei servizi ambientali, per mezzo di più interventi legislativi, sta subendo significative modifiche che impattano sugli assetti istituzionali, sulle regole che disciplinano tale attività, sull’occupazione e sulla qualità dei servizi.
  Questo appuntamento deve essere, pertanto, l’occasione per approfondire questi temi e delineare gli obiettivi della categoria.
    I servizi pubblici locali hanno un ruolo fondamentale per le prospettive di crescita di una società moderna.
  Tra questi i servizi ambientali, forse più di altri, rappresentano il grado di civiltà dei paesi sviluppati, avendo in sè il fine di assicurare ai cittadini il migliore livello di sostenibilità socio – ambientale, come uno dei più significativi indicatori del livello di qualità della vita raggiunta dalle popolazioni locali.
  Ogni intervento di carattere normativo o industriale che abbia riflessi su questo settore deve, pertanto, innanzitutto salvaguardare l’interesse generale del servizio pubblico, come richiama la stessa Costituzione, assicurando ai cittadini i migliori risultati ambientali anche in termini di efficacia, efficienza ed economicità delle prestazioni.
  Servono soprattutto regole certe e stabili in base alle quali Regioni ed Enti Locali siano responsabilizzati sugli obiettivi da perseguire, ciascuno nel proprio ambito di competenza, al fine di rendere maggiormente efficiente il sistema complessivo attraverso il ciclo integrato, la riduzione del rifiuto, la selezione ed il riciclaggio, il minor impatto energetico e ambientale dell’intero processo dello smaltimento e il decoro urbano collegato allo spazzamento.
  Da troppi anni si producono riforme e controriforme, norme non attuate per la mancanza dei regolamenti, obiettivi che rimangono sulla carta, in un contesto dove, invece di fornire chiarezza e semplificazione, si è generata complessità e confusione, conflitti di competenze, ritardi, o peggio ancora, impedimenti nell’esecuzione dei provvedimenti.
  Di fatto l’unica certezza è stata l’assoluta discrezionalità amministrativa a scapito della qualità complessiva del sistema e in molti casi della legalità.
  Siamo l’unico tra i grandi paesi industrializzati ad avere un sistema di gestione dei rifiuti tradizionale, basato sostanzialmente sulla discarica dove finisce ancora più del 50% dei rifiuti prodotti, contro una media europea del 35%.
  Per raggiungere l’obiettivo discarica zero ed, entro il 2012, il 65% di raccolta [...]

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