il 9 maggio per Peppino Impastato

Anche quest'anno, il 9 maggio a Cinisi (PA)  La lotta alla mafia è un dovere civico e culturale.
La mafia oggi non è soltanto lupara o "baciamo le mani vossìa".
La mafia oggi è criminalità imprenditoriale, criminalità politica, criminalita finanziaria e ambientale.
La difesa da questo cancro lo immagino un combattimento fisico non solo di rifiuto.
Falcone e Borsellino ne siano gli esempi eclatanti come lotta istituita.
Peppino Impastato l'esempio del rifiuto a priori e della lotta cercando di scuotere gli animi ormai stantii del suo paese che in quel tempo era soggiogato dalla paura e anche da convenienze trasversali.
Voglio riportare qualche riga tratta da scritto da Giovanni fratello di Peppino qua la pagina di riferimento al sito: forum antimafia [...] Da tempo denuncio che anche fra coloro che promuovono la cultura della legalità sopravvive una certo timore nell' opporsi ad un potere politico che oggi più che mai si sovrappone agli interessi della criminalità organizzata con una coincidenza di nomi, volti, fatti, strategie.
Combattere la mafia oggi vuol dire opporsi al sistema, evitare di concedere attenuanti o coperture ai vergognosi sotterfugi che infangano la nostra Italia, cambiare dalle fondamenta lo stato di cose attuale e non tapparne i buchi.
Combattere la mafia oggi vuol dire disobbedire alle leggi che calpestano i diritti umani e la civiltà, scegliere in alcuni casi l"illegalità" pur di non sostenere la finta legalità degli illeciti.
In fondo è lo stesso potere a volere questo paradosso.
Del resto, è quello che è sempre accaduto nelle pagine più oscure della storia mondiale quando il sistema legale ha giustificato genocidi, stragi, dominazioni.
Sulla stessa riga oggi non sentiamo altro che parlare di leggi, decreti, norme, provvedimenti economici emanati ciecamente e senza considerare gli effetti sociali, ma solo per salvaguardare gli interessi di una classe imprenditoriale incapace che deve la sua sopravvivenza agli incentivi statali, o delle banche che nell'attuale sistema sono il perno attorno a cui ruota un'economia sempre più lontana dai bisogni reali della popolazione mondiale.
E nello scarto prodotto da questa macchina micidiale si collocano milioni di persone, le loro vite, il loro lavoro (solo in Italia si collocano due milioni di disoccupati, 20 milioni in tutta Europa, che hanno persino rinunciato alla ricerca di un impiego).
Se si guarda ai vertici politici del nostro paese il quadro si fa ancora più fosco: ci "vantiamo" di avere un Presidente del Consiglio con un patrimonio [...]

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