il cambiamento

Mi ricordo di soli pochi mesi fa.
Mi alzavo la mattina ancora sotto shock.
E mettevo una canzone per iniziare la giornata che mi dava un minimo di sollievo.
La canzone è cambiare.
Combatterò con le mie notti bianche  combatterò, devo ricominciare a inventare me Amore, non mi provocare  arriverò fino alla fine di te  amore da dimenticare  per diventare libero, cambiare, cambiare  e per non cadere più, cambiare...  Io ho sempre avuto una paura fottuta del cambiamento.
Fa parte di me.
Anche se nella mia vita in realtà i cambiamenti non necessariamente sono stati sempre negativi.
Anzi.
Forse la maggior parte sono stati positivi.
Il problema è che una volta superata l'onda poi tendo a tornare negli stessi comportamenti di prima.
Torno a preferire la bonaccia, sdraiato sulla tavola piuttosto che a surfare sull'onda.
Anche adesso che le cose sono necessariamente cambiate e necessariamente ho dovuto fare dei cambiamenti drastici nella mia vita, se guardo quello che ho fatto tendo anche a non vederli i passi.
O sono troppo lenti.
O non portano a niente.
O non mi sono mosso affatto.
Leggevo su internet i meccanismi mentali che non ti fanno muovere  Rifiuto (“ho sempre fatto così..perchè dovrei cambiare”) Rinvio (“ora ho altri impegni, ci penserò domani”) Indecisione ( “non so se è la cosa giusta”) Sabotaggio nascosto (“occhio non vede, cuore non duole”) Regressione (“è da stupidi rischiare”) Però quando il cambiamento sei costretto ad affrontarlo non hai più scuse.
La mia tendenza è sempre stata quella di nascondere le emozioni.
Anche a me stesso.
Direi più a reprimerle.
Dunque in ottica di cambiamento l'idea che mi ero fatto era di provare sensazioni gioiose, buon umore.
Niente di più sbagliato.
Perchè poi le emozioni non sono controllabili.
E alla fine quelle emozioni di tristezza le ho dovute vivere fino in fondo.
E anche adesso quando le provo non le caccio più.
io penso che siamo stati creati con un codice di sopravvivenza interna.
Un codice segreto.
Come un pulsante rosso da premere in caso di bisogno.
E hai due sole opzioni: rimanere fermo come la rana che nella pentola di acqua che si sta scaldando invece di saltare fuori rimane dentro non avvertendone il pericolo, o premere quel dannato pulsante e vedere cosa succede.
Ci saranno ancora decine e decine di cadute.
Non posso evitarle.
Mi farò male? Si.
Ma credo che sia l'unica strada possibile.
     

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