il nero di Céline (14)

approccio alla città...
"Precariamente vestito mi affrettai, intirizzito, in una delle spaccature più buie che si possono trovare in quella facciata gigante, sperando che i passanti non mi vedessero nemmeno in mezzo a loro.
Precauzione superflua.
Non avevo niente da temere.
Nella strada che avevo scelto, davvero la più stretta di tutte, mica più spessa di un grosso ruscello di casa nostra e tutta sporca di grasso sul fondo, bella umida, piena di tenebre, ci camminavano già tante di quelle altre persone, piccole e grosse, che mi trascinavano con loro come un'ombra.
Risalivano come me nella città, al lavoro senza dubbio, naso all'ingiù.
Erano i poveri di dovunque." in Congo, dove la vita è un regalo quotidiano, la gente sorrideva, senza preoccuparsi che di ciò che vedeva.
nella città, dove la sopravvivenza è scontata, le persone assomigliano più a zombi...
i poveri di dovunque...
non riesco a uscire da questa definizione...

Leggi tutto l'articolo