il pranzo di nozze

IL PRANZO DI NOZZE     La minestra era appena uscita dal grande forno a legna.
Le dita magre e nodose di Karl ne avvertivano il calore.
Era come una pioggia di scintille che martellavano i suoi polpastrelli.
Il bruciore era talmente intenso che due lacrimoni gli riempirono gli occhi annebbiandogli la vista.
La sala da pranzo era tutto un vociare di uomini e donne già allegri per il buon vino che il padre della sposa aveva gentilmente offerto.
Karl continuava a distribuire i piatti di minestra a tutti gli invitati.
Le grosse e pesanti maniche della casacca che sua madre gli aveva cucito il mese prima, gli ostacolavano il lavoro.
I bordi, troppo lunghi, finivano sempre nel brodo e Karl doveva scostarli con bruschi movimenti delle braccia.
La minestra tremolava nei piatti di coccio e a volte cadeva sul pavimento già sporco di grasso e briciole di pane.
Benché il grosso cuoco continuasse ad urlargli di sbrigarsi, di fare attenzione, di portare i piatti al tavolo in fondo da cui stavano protestando, Karl non riusciva ad interrompere il corso dei suoi pensieri.
La mente tornava e ritornava sempre alla scena a cui aveva assistito la sera prima....
  Le urla stizzite della madre provenienti dalla cucina, avevano attirato la sua attenzione.
Era sceso di corsa dalla scaletta di legno che dava sul vecchio ballatoio.
La sua stanza era la piccola mansarda della casa.
Tra casse polverose e paglia addossata alle pareti, c’era un umile giaciglio e accanto un vecchio tavolino di legno e uno sgabello.
Karl arrivò ansimante davanti alla porta della cucina.
Era socchiusa.
Aveva già poggiato la mano sulla maniglia di ferro e stava spingendo la porta per entrare.
Decise di non farlo.
Sua madre non era sola in cucina.
La vecchia signora della casa di fronte era seduta su una sedia cigolante.
Il fazzoletto scuro sul capo e uno scialle di lana grezza che le avvolgeva le spalle, le davano un’aria da strega inviperita.
Continuava a guardare la donna in piedi di fronte a lei, e a sospirare affannosamente come chi non riesce più a sopportare il peso di un grande segreto.
Karl decise di rimanere in un angolo, nascosto dietro la grossa porta di legno.
Tutto intorno a lui era buio.
Il lieve bagliore di una candela tremolante posta sul tavolo della cucina lasciava intravedere le ombre delle due donne immerse in un doloroso e incalzante dialogo:   - Quel ragazzo deve sapere la verità.
Ormai è grande! Non puoi più tenerglielo nascosto.
–   La vecchia parlava con una voce gracchiante che non riusciva a celare né stizza, né rabbia.
La [...]

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