il sogno di una vita

jenson ce l'ha fatta, ha esaudito quel desiderio espresso ad una mesatra disperata in un giorno piovoso in una scuola inglese, quel desiderio che sembrava sfumarsi, a partire dall'ultima vittoria, lontanissima, in turchia vince arrivando quinto, come da tempo ormai, lontano dal podio e dalla gloria, una formichina che ha preso margine e chiuso gli occhi per non vedere gli altri, con le dita incrociate vince brawn, che per una sterlina si ritrova sul tetto del mondo, come nessuno ipotizzava, alla faccia dei giapponesi che si staranno mangiando le mani non poco tutto questo dopo una gara che ha avuto i primi giri al cardiopalma, con incidenti spettacolari e brividi di fuoco ai box, con una gara vecchio stile ottimo debutto di kobayashi, alla faccia di chi si deve adattare alla macchina, c'è chi come lui si deve adattare alla categoria enon sfigura affatto, a parte il botto con il connazionale nakajima, ma la stoffa è sembrata esserci il tutto dopo dichiarazioni imbarazzanti di zio E, che dice che è stata un bene la morte di senna per la visibilità al circus, ma ormai è evidente come la malattia degenerativa abbia preso il sopravvento, basti pensare le parole dedicate a hitler, saddam, ai talebani dichiarazioni proprio in brasile, quel brasile che è rimasto sconvolto dal lutto di 15 anni fa, lutti che ha unito il paese e lo ha vestito di nero, tutto, dichiarazioni che danno il peso della faccenda, morto uguale audience, ultimo passo, unico che mancava, in questa rulette di stranezze e stuoidaggini vince button e schumacher dice che vorrebbe tornare nel 2010, evidentemente il vecchietto si è reso conto di chi ha vinto e ha fiutato l'occasione per il bis, per chiudere con i fuochi d'artificio, unico rimpianto in una carriera stellare        

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