il viaggio

Il viaggio 20/12/2010 Alle sette del mattino la città è tua e di pochi altri.
Nessuno per le calli e nei campielli e la luce che si dice 'antelucana' si mescola col lattiginoso chiarore dei lampioni e la mezzaluna sopra il campanile dei Frari è disegnata in un nitore di alba tardiva e il clima e rigido, ma stimola al buon passo.
Marino, l'atletico barbone del quartiere, è già all'opera e vuota i cestini delle immondizie stracolmi, ne estrae i sacchetti più interessanti e rimette tutto a posto allontanandosi con il suo bottino sotto braccio e l'inestinguibile sorriso ebete che sembra rivolto a te che passi, ma sorride ai suoi interni fantasmi con cui ha un dialogo aperto in permanenza.
Campo san Tomà è deserto e solo l'edicola all'angolo mostra la luce accesa penzolante da un filo e i pacchi dei giornali ancora da esporre.
Non vi è più nulla di interessante nei titoli, dopo la fallita spallata della sfiducia mancata per un soffio, e tiro dritto.
I santi e i profeti sui cornicioni della chiesa stanno intirizziti a guardare con visi corrosi di salsedine, l'alba trionfante che muove il suo carro di fronte a loro e sembrano grondare le gocce di acqua marina adriatica di là del Lido da cui il carro dell'alba insorge lento e sicuro.
Non c'è quanto questa certezza ciclica della luce che ci conforta e ci dà vita nuova quotidiana e i palazzi affacciati sul canal grande si rischiarano vieppiù e mostrano le ogive gotiche e i decori e gli stemmi nobiliari sempre più leggibili col passare dei minuti.
Raggiungere gli Alberoni e l'ospedale san Camillo specializzato in riabilitazioni e fisioterapie è un viaggio di oltre un'ora e il vaporetto che sfila lento lungo il canal grande lascia una scia di luce pallida e lo spettacolo di chiese e campanili e facciate monumentali una appresso all'altra apre il cuore e in quest'ora magica ti dici che davvero viverci è bello - in un siffatto luogo di ampi orizzonti e cieli e acque che si congiungono e sfilacci di nuvole tiepolesche che virano dal viola-notte al rosa dell'incarnato dei putti sugli affreschi ed è disegno e pittura di paesaggi sempre nuovi e diversi.....(segue)

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