irrealtà

A volte mi cheido se qualcuno, da lassù, si diverta a rendere la vita così crudele   A farti vivere, contemporaneamente, sentimenti opposti e contrastanti Da un lato la gioia, innegabile ed enorme, del girono che si avicina, in cui potrai urlare davanti al mondo che lui è l'uomo che ami e che vuoi passare tutta la vita prorpio al suo fianco Dall'altro, l'azinea che convoca l'azienda tutta.
e in un pomeriggio di lungo stllicidio convoca uno a uno e, come al grand efratello, comunica il verdetto: fuori, dentro E a sorpresa licenzia anche una persona che prima di tutto è un amico.
e tu, che già ti stavi cercando di rassegnare a perdere un altro, ti ritrovi di botto a vievre una situazione in cui ti senti un estraneo.
Ti guardi intorno e ti sembra di vivere in un incubo.
non è il tuo lavoro, quello, la tua quotidianità, è tutto irreale   il silenzio, le scrivanie vuote, la poca voglia di tutti di parlare, ancor meno di ridere e scherzare come si faceva ogni giorno   e tu vorresti aiutare stare vicino a chi di putno in bianco si ritrova a vivere quella parola "cassa integrazione" di cui abbiamo senza parlato senza capire e invece ti senti quasi in colpa perchè invece il tuo, di profilo, non è interessato dalla ristrutturazione e impotente perchè di fronte a tanto dolore e amarezza non c'è nessuna delle parole che ami tanto che tenga

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