l'abbandono

Nella chiesa del centro, piena di ori barocchi, di lumi riflessi negli angoli scuri alti delle volte è tempo di pentimenti.
Di comandamenti.
Mi siedo.
Sul bordo della panca tenuta lucidissima da secoli  di cappotti e giacche che sfregano nella seduta.
Davanti, il marchio impresso dalle stigmate sulla Croce.
Dietro, nel fondo buio, due vecchie che bisbigliano.
E mi abbandono a questo Medioevo, all'indice e medio nell'acquasanta, all'Arcangelo Gabriele sul muro nella Annunciazione colma di spaventevole fragore a una Madonna piccola, trasparente, schiacciata dalla visione, dal compito immane.
Mi abbandono, nonostante la scientificità della vita, dei microrganismi piovuti nei mari.
Mi abbandono, nonostante che della fede non ho il martirio.
(foto fionamay)

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