l'anima stanca

L’anima è stanca di vedere, l’anima è stanca di sentire, l’anima è stanca di sapere… Vuole riposare, vuole spogliarsi di tutti i suoi vestiti, scuri, e leggera, e bianca e luminosa librarsi su nel cielo azzurro, dove gli uccelli spaziano, felici della loro libertà.
E spicca il volo.
Ma il cielo azzurro presto si fa plumbeo, e triste, e nere nubi all’orizzonte , sempre più fitte, s’addensano sui monti che, impenetrabili, non lasciano varchi.
Ora gli uccelli volano basso, a stormi, anch’essi scuri, come tutto intorno, mentre la pioggia cade, furiosa, il vento soffia, impetuoso.
Gli stormi sono spariti; nel cielo solo nubi, il sibilo del vento, e l’anima che faticosamente arranca in cerca di riparo, e nulla trova che possa darle un po’ di tregua.
Delusa, mesta, addolorata, ritorna là donde era partita, stanca, s’accoccola e aspetta che qualcuno la riprenda.
Povera anima, che ci fai in un mondo, gravido d’incertezze, di precarietà, di sofferenza, di dolore.
Che ci fai in questo mondo dove si danzano le più sfrenate ipocrisie, le più glaciali indifferenze, che nemmeno le forze incontrollabili della natura riescono a piegare? Oh anima stanca, vattene via da qui, cerca ristoro altrove…

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