l'esuberanza del coniglio.

....dopo l'eleganza del riccio, la bellezza del somaro, mi accingo a scrivere la mia opera prima: "L'esuberanz@ del coniglio", un terzo del romanzo è già scritto, anzi metà, la copertina sarà di colore rosso, con una grande chiocciola@ trafitta da più frecce, sullo sfondo due orecchie di coniglio.
oggetto parzialmente autobiografico del romanzo sarà l'amore e l'ironia ai tempi dei social network, con esplicito richiamo al recente film "perfetti sconosciuti", personaggio principale, alessandro, cinquantenne sui generis, e la sua compagine di amici conoscenti, il suo amore per la filosofia, in bilico tra stoicismo negato, ed epicureismo tentato.
le nevrosi e le paure che ci attanagliano, onde il coniglio, e l'altrettanta gioia di vivere ed amare, poscia, l'esuberanza.
Oggettivamente, per chi ha occhi per vedere, anzi animo per osservare, la società in cui annaspiamo ha aspetti grotteschi, teatrali, ridicoli, umani, tragici, oggi più che ieri, la vita si è allungata, per alcuni, allargata, ed ecco che i quaranta, cinquanta anni, sono una soglia incredibilmente accidentata, ancor più a napoli e dintorni, napoli, città unica, città antica...popolata dal peggio e dal meglio dell'umanità, investita di una atavica maschera alla Totò.
Curiosa città napoli, curiosi i Napoletani, troppo abituati nei secoli ad essere servili con il potente di turno, con il signore straniero, con il guappo, poi con il camorrista, con il politico, troppo invischiati nel drammatico e del resto italico patto del "do ut des", portato agli estremi, del "tenimm famiglia", strana città Napoli, dove convivono la più moderna tolleranza, e la più abbietta sottocultura da "ventre", meraviglia e orrore, miseria e nobiltà.

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