l premier interviene a margine della conferenza congiunta con Putin

«Si litiga in 2, ma per divorzio uno basta».
Berlusconi: «Non ho avuto risultati felici con i matrimoni, mi astengo dal dare consigli».
Anche per quelli politici...
  Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi (Ansa) MILANO - Se per litigare è necessario essere almeno in due, come aveva evidenziato sabato a margine delle celebrazioni per la festa della Liberazione con il presidente Napolitano, per divorziare è sufficiente anche la volontà di uno soltanto.
Lo ha evidenziato il premier Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa con Vladimir Putin a Villa Gernetto, replica a un giornalista che chiedeva il segreto di un «matrimonio felice» in politica.
«NON POSSO DARE CONSIGLI» - «Non ho avuto risultati particolarmente felici per i matrimoni - ha commentato Berlusconi con un evidente richiamo alla sua situazione personale, con un divorzio già consumato e uno, quello con Veronica Lario, in fase di definizione - quindi, mi astengo dal dare consigli».
Il riferimento del premier è ovviamente alle tensioni con Fini, che hanno avuto il loro culmine giovedì scorso alla direzione nazionale del Pdl.
Fini, in ogni caso, anche nell'intervista di domenica con Lucia Annunziata su Raitre, ha ribadito di non avere intenzione di lasciare il Pdl e di volere, pur nella differenza di vedute, continuare a contribuire alla crescita del centrodestra.
LA RIUNIONE DEI FINIANI - I fedelissimi dell'ex leader di An si riuniranno in ogni caso nel pomeriggio a Montecitorio e all'incontro parteciperà anche il presidente della Camera.
L'incontro servirà a fare un bilancio dell'iniziativa della componente finiana culminata nella decisione di non votare il documento della maggioranza del Pdl al termine della direzione nazionale e ad avviare una riflessione sul percorso che dovrà essere seguito da qui al congresso.
Non è escluso che nel corso della riunione verrà affrontata la questione delle annunciate dimissioni da vicepresidente del gruppo Pdl di Montecitorio di Italo Bocchino.
A questo proposito negli ambienti finiani si fa presente che qualora Bocchino dovesse confermare la decisione, in base alla lettura dello statuto del gruppo parlamentare, a loro avviso anche Fabrizio Cicchitto dovrebbe rassegnare il mandato e sottoporsi ad una nuova votazione.
Carmelo Briguglio, conversando con i giornalisti, ha rivelato che l'idea dei gruppi separati, che sembra ormai tramontata,  nasceva da un'esigenza di gestibilità del dissenso e che, a quanto gli risulta, lo stesso Berlusconi non sembrava ostile a questa prospettiva.
E FINI VA A BALLARO' - [...]

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