la colpa è di voltaire

La Città Continua
 
La colpa è di Voltaire
 
 
XV • GAVROCHE FUORI
 
Ad un tratto, Courfeyrac scorse qualcuno al basso della barricata, fuori, nella via, sotto le palle.
Gavroche aveva preso un paniere da bottiglie nella osteria, era uscito dall'apertura ed era tranquillamente occupato a vuotare nel paniere le giberne piene di cartucce delle guardie nazionali uccise sulla scarpata della ridotta.
“Che fai lì?” chiese Courfeyrac.
Gavroche sollevò il naso:
“Riempio il mio paniere, cittadino.”
“E non vedi la mitraglia?”
Gavroche rispose:
“Ebbene, piove. E con questo?”
Courfeyrac gridò:
“Rientra!”
“Subito,” fece Gavroche. E, con un balzo, si cacciò nella via.
Il lettore ricorderà che la compagnia Fannicot, ritirandosi, aveva lasciato dietro di sé una scia di cadaveri.
Una ventina di morti giacevano qua e là sul selciato, in tutta la lunghezza della via: una ventina di giberne per Gavroche, una provvista per la barricata.
Il fumo ingombrava la via come una nebbia. Chi abbia veduto una nube c...

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