la magica potenza dell'eros dell'attesa/ il messaggino sms

ECCO un quasi-raccontino, scritto da un'amica che si firma mrs robinson.
C'é un eros dell'attesa e il messaggio é la chiave che apre tutte le porte e libera il desiderio.
( ARIANNA) ============================== =============================== ========================== Vorrei solo che tornasse.
Questo desidero, nient’altro.
In fondo non mi pare di chiedere chissà cosa.
Vorrei che fosse di nuovo a portata di messaggio.
Non pretendo di vederlo, abbracciarlo, toccarlo.
Mi basterebbe questo…davvero.
Sarà capitato a tutti, credo.
Almeno agli amanti della nuova era.
Tutti coloro i quali affidano le proprie emozioni, le proprie calde sensazioni alla luce di un display.
Noi che parliamo senza voce, noi che scriviamo in poche parole interi desideri.
Noi che abbiamo solo pochi caratteri a disposizione per raccontare un intero pensiero, la sintesi di una giornata.
Noi che condensiamo voglie, paure, speranze.
Noi che aspettiamo che quella maledetta vibrazione ci illumini la giornata.
Sarà capitato senz’altro anche a voi di fissarlo a lungo.
Di guardare il meraviglioso oggetto del desiderio.
Quel bellissimo piccolo cellulare.
Guardarlo ed aspettare, chiedendosi perché mai non squilli? Sapete bene, come lo so io, cosa significhi desiderare qualcosa che non arriva mai.
Sapere che tanto non scriverà, ma sperare che invece succeda.
L’ho fatto per due giorni.
Due giorni interi.
Ho sperato che squillasse.
Ho aumentato al massimo la suoneria.
In ogni luogo l’ho posizionato vicino alla finestra, dove la ricezione fosse massima.
Ho controllato mille volte che non fosse arrivato nulla, nonostante la suoneria sia talmente forte da risvegliare chiunque.
Ho maneggiato quel cellulare fino a consumarlo.
L’ho maledetto ed accarezzato.
Come se fosse il responsabile della mia solitudine.
Come se servisse ad arrivare a lui.
Come se potesse servire a gridargli tutta la mia disperazione.
Ho aspettato chiedendomi perché non sentisse la mia stessa voglia, il mio medesimo bisogno di essere amata.
Perché nemmeno un cenno.
Ho imprecato e maledetto il momento in cui l’ho conosciuto.
Ho detestato me stessa per essere qui ora ad aspettare chi nemmeno mi pensa.
Come ho potuto ricaderci di nuovo? Riprendo il cellulare; gli cambio posizione.
Forse la ricezione migliorerà.
Forse le linee sono sovraccariche.
Forse mi ha scritto, ma non è arrivato.
Forse attende una risposta che non potrò mai mandargli.
Forse…dorme, lavora, viaggia.
Forse mi scriverà domani.
E, intanto, sono passati due giorni.
Giorni in cui la mente si arrovella in mille [...]

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