la notte dei sei divani

Walkiria, l'assistente del professor Arien, aprì discretamente la porta dello studio:
"Professore, c'è quel giovane neurologo"
"Ah sì... come si chiama che non me lo ricordo più", le chiese.
"Freud, Sigmund Freud"
"Lo faccia entrare"
Walkiria fece cenno al giovanotto e questi entrò. Si era intorno al 1886 ed il professore, malgrado avesse solo 15 anni più del giovane Freud, era già considerato il più grande luminare in campo neurologico. Chiunque lo incontrasse ne restava intimorito. Aveva un'espressione navigata ed uno sguardo intenso e profondo che creava addirittura più disagio dello studio dove riceveva sia i pazienti che i colleghi. Lo studio era circa 200 metri quadri. Quattro balconi nascosti dietro tende pesantissime che incutevano timore e rispetto persino alla luce. Sei divani in tessuto damascato e con ricami in filo d'oro. Una libreria in noce massello lunga 30 metri ed alta fino al soffitto. In essa vi erano allineati circa 4000 volumi che rappresentavano il Gotha della ...

Leggi tutto l'articolo