la parte incivile 2

Se da testimone mi si chiedesse di fare una classifica dei sentimenti di Beatrice Sorlini in quel periodo, direi: primo lo zelante e assiduo commercialista Fornari, secondo il figlio, terzo il gruppo, e ultimo, con un'ora di distacco, il legale Vittorini.
Di ciò l'avvocato non sa darsi pace: non sfonda nel cuore della signora, benché pesantemente raccomandato da Fornari.
Un dramma, possedere il carisma dello studio legale urbanocentrico, ma non il fascino di Alfianello, paese del commercialista.
Lei gli dona una stilo d'oro, é vero, ma sempre su comando del Fornari.
Attenti a quei due: le cuccano anche la stilo, voglio dire.
E metetevi anche dalla parte di uno stanco autore di pamphlet con pretese politiche.
Prima sorbirsi gli attacchi del figlio al commercialista truffaldino, in seguito le intrusioni psicolegali dell'avvocato Vittorini contro il figlio.
Infine tocca di collocare al centro, mantide impassibile, Beatrice Sorlini, che ha scatenato le passioni di un triangolo infernale, e vedrete che ci si ritrova nei pressi ottocenteschi dei più spinti romanzi d'appendice giallo-rosa, che nelle versioni d'oggigiorno volgono sempre al tragico non appena qualcuno, il più esagitato, in genere l'ultimo arrivato, minaccia di chiamare il 113.
Come fa, attore sconsolato dell'ultima fila in scena, uomo affranto dall'ultimo posto in gara, sempre l'avvocato.
Infatti nella successiva missiva del 9 aprile, date alla mano, prove di forza di un vero leguleio, lamenta che "Lunedì pomeriggio (6 aprile) incontrai la signora Sorlini....mi confermò che avrebbe atteso una mia telefonata per il giorno successivo (7 aprile).
Da quel momento non mi é stato più possibile contattare la mia cliente".
Mi dspiace.
Non si capisce proprio perché.
Forse un pesce d'aprile in ritardo di una donna smemorata, anziana.
Possiamo anche fare l'ipotesi che quel giorno la donna avesse in modo particolare le scatole rotte dal suo legale.
Ma forse il legale aveva altro da fare quel giorno..Provi a dare un'occhiata all'agendina targata 1992 con la stilo d'oro targata 1993.
E' uno di quelli insopportabili.
Quando va bene almeno scompaiono e si defilano con la coda in mezo alle gambe.
Quando va male, prendono il sacco in cima e abbaiano alla luna mostrando i denti al mondo, minacciando querele e sfracelli a petto in fuori, invocando il 113, militi spavaldi della parola d'abord e del nulla di fatto.
Giusto il significato, giusta la fine che faranno queste righe conclusive del lamento del Vittorini, figlio di complemento: "...in ogni caso sarà mio dovere [...]

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