la riscoperta dell'olio

Chi diffonde la paura eccessiva del cambiamento del clima (ad esempio il torinese Luca Mercalli) fa finta di non sapere che fino all'inizio del secolo scorso sulle colline attorno a Torino, in quelle che venivano definite "vigne", accanto all'uva cresceva l'ulivo.
Segno che il clima era mite a sufficienza, più d'adesso, a dispetto dei profeti di sventura.
Ed anche nell'area pinerolese, grazie ad un microclima che non si discostava di molto da quello della Costa Azzurra, si spremevano le olive.
E si spremono di nuovo, grazie alla iniziativa congiunta di Comune di Cumiana e Museo del Gusto di Frossasco.
E' stato addirittura istituito un premio nazionale "olio e olive" per la valorizzazione giornalistica dei prodotti.
Aperta anche una mostra su "l'olio protagonista in cucina", mentre per i ragazzi, al fine di convincerli della bontà e dei benefici dell'olio, è stato bandito un concorso per la creazione della mascotte dell'iniziativa.
Nel pinerolese convive quindi una limitata ma eccellente produzione di vino, tutelata dall'Enoteca della provincia, con una selezionata ed ottima coltivazione olivicola.
D'altra parte, molti diffusissimi piatti piemontesi, persino della cucina povera,si sposano con l'olio, a dimostrazione che esso era già diffuso da tempo, prima cioè dell'Unità d'Italia.Dalle bruschette alla bagna cauda, dalla soma d' aj al pinzimonio.
Nel passato, al tempo dei dazi, la gran parte dell'olio giungeva dalla Liguria, ove una nota azienda del settore ha manifestato il proposito d'istituire speciali corsi di degustazione che si svolgeranno a partire dal gennaio 2009 presso il Museo dell'Olivo d' IMPERIA.
(info : www.carli.com).
Una prima esperienza ha unito a Pollenzo patria dello slow food, olio e vino.
Ora l'azienda vuole focalizzarsi sul suo principale prodotto, fortemente legato al territorio dell'estrema parte del ponente ligure.

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