metastasi

Di metastasi, alla fine del processo invasivo e di crescita patologica, si muore, ma il paese Italia sembra volerci dimostrare che la metastasi si può sostituire al corpo sano e può vivere: deforme, sgangherata, soggetta a mille collassi istituzionali, ma vive e il cancro primo, il cancro-motore sta bene infitto al centro del corpo invaso e ne determina gli sconquassi, i convulsi, ma lo tiene in vita in qualche modo.
E' dell'Italia berlusconiana che sto parlando e vi è facile dare nomi e cognomi alle singole parti della metafora e aggiornarvi al presente stato della crisi del paese.
  Il cancro-berlusconi e cellule cancerogene associate si sostituisce al potere terzo, la magistratura e inverte il ciclo di una sana crescita istituzionale.
I colpevoli sono i giudici che lo indagano non lui che delinque e, si dice, si mormora, sia colluso con la mafia e c'entri con le stragi - e la cosa non stupisce gli osservatori più avvertiti, dati i trascorsi di un Dell'Utri (già condannato): suo consigliere tra i maggiori e il primo a suggerirgli la 'discesa in campo' e la conquista dell'agone politico - e il Mangano primo stalliere in quel di Arcore.
Però, controbattono i giornalisti di casa-Berlusconi, è un'enormità pensare che abbia avuto ruolo nelle stragi di mafia - perchè lo dicono dei pentiti, gente cattiva e da non ascoltare - e mai difesa pare più efficace alle orecchie degli ipnotizzati televisivi e dei supporters dei fan-clubs 'meno male che Silvio c'è'.
Troppo enorme la cosa e bocche poco credibili quelle dei pentiti che 'cantano' a comando dei magistrati - così scrivono i Feltri e i Belpietri nei loro editoriali su giornali di famiglia.
  Già.
Sembrava cosa enorme anche il bacio di Andreotti al mafioso di turno ed è bastato gettare discredito sulla figura dei pentiti, dirli inaffidabili, perchè anche i riscontri incrociati e le altre 'prove indiziarie' non reggessero al confronto velenoso dell'aula - perchè i 'principi del foro', gli avvocati di grido sanno fare benissimo il loro mestiere e il fragile teatro della giustizia è un caleidoscopio nelle loro abili mani e coi cavilli riescono a mostrare una faccia tutta diversa e la verità dei fatti resta quasi sempre avvilita e negletta in un canto della storia patria.
Così si torna alla casella di partenza, come nel gioco dell'oca.
Abbiamo una verità troppo 'grossa', enorme, per essere creduta vera: Berlusconi mandante delle stragi di mafia e ci ritroviamo con un'altra area nera della nostra storia patria dove la verità non troverà strada, nessun sentiero [...]

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