morti in diretta

in questi giorni ci sono polemiche tra emittenti televisive private perché l' improvvisa morte del professor Franco Scoglio è stata ripresa in diretta dalla emittente presso la quale l'ex-allenatore del Genoa era ospite in trasmissione.
Si è parlato di cinismo, di spettacolarizzazione della morte e così via, ma questo non mi sembra il caso: un conto è mandare in onda per milioni di telespettatori atti di barbarie e di violenza come le esecuzioni capitali o i pestaggi a sangue nei disordini di piazza; un conto è riprendere casualmente (e da lontano) l'improvviso malore di una persona che, fino ad un momento prima, sembrava stare bene, tanto da polemizzare telefonicamente col presidente di una squadra di calcio; è stata una tragica ed imprevista fatalità, per cui mi sento di assolvere l'emittente, che si è trovata spiazzata come gli spettatori ed ha prestato tempestivamente i primi soccorsi alla vittima.
Piuttosto non condivido la scelta di non fare l'autopsia: le morti improvvise sono relativamente frequenti (è successa l'identica tragica fine ad un mio cugino e ad un mio collega nell'arco di un anno), e l'autopsia potrebbe aiutare la ricerca scientifica ad adottare  misure preventive; se il cuore "scoppia" all'improvviso, significa che è già gravemente compromesso, anche se fino al momento finale nessuno se ne era accorto.

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