natura morta ma viva

Oggi pomeriggio ho visitato il Museo della natura morta della Villa medicea di Poggio a Caiano, dove sono conservate opere di pittori sia toscani che italiani ed europei di questo genere artistico, che personalmente mi affascina.
Tra i pittori   le cui opere sono qui conservate ricordo  una pittrice,  Margherita Caffi (1647-1710), detta la Vincenzina o la Veneziana, ma probabilmente nata a Milano, specializzata nella pittura dei fiori.
Ma il principe del museo è Bartolomeo Bimbi (1648-1729) che raffigurò in molti quadri la frutta conosciuta al suo tempo e redigendone anche degli elenchi che si trovano nei cartigli disegnati nella parte inferiore dei quadri.
Questa frutta, ciliegie, pere, mele, agrumi era coltivata presso le tenute medicee ed era dai Medici attivamente venduta, in un’attività commerciale che sempre ha accompagnato la famiglia anche quando divenne regnante in Toscana.
Voi sapete che mi interessano le piante, comunque questi quadri ci mostrano l’enorme varietà della frutta conosciuta e coltivata a quel tempo, con specie coltivate in varie zone a seconda del particolare clima e fertilità del suolo.
Oggi, purtroppo, questa varietà si è persa, anche se ci sono vivai specializzati nella “frutta antica”,  perché l’agricoltura estensiva e il commercio reclamano varietà che crescono bene dappertutto e che si adeguino ad una platea di consumatori i cui gusti sono supposti (e spesso lo sono) uniformi.
Se andate in un supermercato ben fornito trovate non più di 4-5 varietà di mele e altrettante di pere: nei quadri del Bimbi ne troviamo una cinquantina, per lo più diverse dalle attuali.
Però ho trovato una Renetta, secondo me la regina delle mele… Alcune opere del Bimbi sono conservate anche al Museo di Capodimonte, a Napoli.

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