non preoccuparti, ci sono qua io -fino a che non scade il contratto-

                                       Si ricomincia.
Domani un nuovo inizio : nuova sede, nuove conoscenze, nuove abitudini.
Ogni volta è mettersi in gioco, farsi conoscere e quando ti apprezzano, si abituano e  ti abitui ecco che scade il contratto e devi ricominciare da capo.
Sono consapevole che la cosa importante è avercelo, il lavoro, ma non nego che speravo in un nuovo periodo nella stessa sede con gli stessi bambini, che mi cercano, chiamano per nome, che mi conoscono.
Io sono pronta, benché delusa, ad affrontare questo cambiamento ma sorge in me una domanda: i bambini si ritrovano ogni tre, quattro mesi a cambiare  “tata”, a fidarsi di una persona nuova che conosce le loro abitudini e mi rivolgo virtualmente a loro: piccolo Mohamed, che vuoi essere chiamato topolino, piccolo Mattia, che porti ancora il pannolino, piccolo Gabriel che ti vergogni a fare la cacca e vuoi che mi nasconda finchè non hai finito, piccola Delia, che mi racconti i tuoi “affari di famiglia” con occhi sgranati … e a tutti gli altri che si sono affezionati alla mia presenza: ci sarà qualcun altro ad occuparsi di voi, sperando che abbia la sensibilità di capirvi.
Mi rivolgo agli adulti: c’è tutela nel cambiamento periodico di una figura che entra in contatto anche in momenti intimi del bambino? Aspetto le vostre opinioni …  

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