note di suprema finzione

    WALLACE STEVENS,Castello Galante E' forse male essere venuti qui e aver trovato il letto vuoto? Si potevano trovare capelli tragici occhi astiosi, mani ostili e fredde.
Ci poteva essere una luce su un libro a illuminare uno o due versi spietati.
Ci poteva essere l'immensa solitudine del vento sulle tende.
Versi spietati? Alcune parole intonate e intonate e intonate e intonate.
Va bene.
Il letto è vuoto, le tende sono rigide, linde e ferme.
        ANDREA VANZO, dio di ferro notaccia che graffia dove duole e vuole si sente solo il letto vuoto oppure tu, tu che guardi al letto sei e ti senti solo nel bilancino delle parole si quantifichi la solitudine di un paesaggio e quella di  un ritratto nella natura non trovo "quel genere di solitudine", che declina grammatiche di dolore o malattia, in certe paia d'occhi non trovo altro che "quel genere di solitudine".
oltre, verso una specie di pazzia c'è la pace del poeta, l'inesistente pace delle parole dove si compiacciono piccole divinità personali impersonando guerre d'oro e di grigi      

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