pandora

Cruenti gli occhi s’addentrano nell’imperforante Medusa, languido della sua bellezza, dannato m’agito sfoderando l’affondanti furie; danzante nel sonno m’emergo, sagittario assassino dell’ingrato, sirene incantevoli m’adorano, in un iperbole accogliente di cure; impreziosito di follia dragonica, il mio animo si perde nella fiamma cronica.
In me l’assoluto scrigno di Pandora, seduttrice raffinata d’inverni, piovosa magnificenza di stupore, dirompente oro statuario; acre e bramosa di sapido splendore, satira m’avvolge col suo collare d’ardore.
Pandora! Mia amante spudorata ! ti vizio di sangue e d’assurdo in un crescente colosso ! Il mio elmo ora più non occorre, i tuoi baci ora voglio, nel cocente silenzio specchiante di spettacoli, intoccabili spine e risa d’assoluto.
Le tue collane pregiate sono invidiate da dee adorate, sai crearti il centro di fuoco di un emisfero assai voluto; dai sinuosi passi sfili felina, ammantata di classe e ricercata ferocia ammaliante.

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