parole e passi

Sulla via dell’estate, quasi bianca fiumara di ciottoli il torrente tra sparti e lentischi che ha cantato alle sponte, ho incontrato il mio autunno che andava a suo uso.
D’ombra lunga scacciata dal rosso del sole e dai passi alle spalle mitigava i contorni la luna abbagliata.
Gli narravo di gemme e colori e gli ardori del maggio, e le corse e le soste e il fervore dei sogni, il profumo del fieno al mattino, e del mosto … e parlavo, parlavo … M’ha mostrato i colori del vero … e una palma rugosa di frutti e di sogni piegati, come petali ai libri, lungo pieghe adusate e nei bordi consunti.
- “Non l’hai aperti ?”,gli ho chiesto; - “Più volte … ed ancora” Poi il silenzio toccante ci ha preso nei passi.
E l’andare pacato E il commosso tornare.
  La primavera è una ragazzetta impaziente...
elettrizzata,   ti scappa avanti birichina ; l'autunno è un caro compagno pacato, che ti conosce è ti cammina partecipe a fianco; puoi raccontargli e sa ascoltarti e ti dona i suoi colori complessi e toccanti ed i frutti buoni, prima dell'inverno.
                                                                         sinesire                    

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