pellegrinaggio a Capo Horn

Capo Horn il punto più a Sud del mondo prima dell’Antartide, un punto carico di mistero e di significato per tutti i navigatori della storia.
Per i marinai raggiungere Capo Horn è come per i scalatori raggiungere il monte Everest o per i musulmani fare un pellegrinaggio alla città santa della Mecca.
Il paesaggio è quello tipico dei fiordi e ghiacciai della Patagonia.
Siamo salpati da Punta Arena (Cile), il primo sabato del mese di dicembre, direzione Ushuaia a 1000 km dall'Antartide. La nave è molto ben equipaggiata e il tempo trascorre velocemente, tra l’ammirazione della natura e quattro chiacchiere con gli altri viaggiatori.
Più volte al giorno in piccoli gruppi facciamo delle escursioni con una piccola barca.
Abbiamo un ottima guida, che insegna a riconoscere i funghi, a distinguere le piante, a notare le colonie di elefanti marini; abbiamo fatto sosta ad Is Tucker, abbiamo navigato nel canale di Beagle, per osservare la fauna, fino alla Isla de los Estados, ammirando alcune delle oltre 17 specie di pinguini e molti cormorani, skuas, delfini.     Alle dieci di sera in Patagonia c’è ancora luce, sulla nave gli animatori ci insegnano i passi del ballo del pinguino sulle note di una musica che chiamano “achy breaky hart”.
Sono le tre di notte del quinto giorno, siamo stati svegliati dal suono della sirena, la nave è in balia di una tempesta che si placherà ma solo tre ore dopo, giusto il tempo per arrivare a Capo Horn.
Capo Horn è un luogo desolato, dove regna una calma assoluta e un vento che soffia con una costanza spaventosa.
Circondata da scogli ospita una piccola cappella, un faro e un monumento ai marinai, il resto dell’isola è inaccessibile e ricoperta di foltissima erba.
Una sensazione strana di vuoto, coglie tra il colore nero del mare e il blu del cielo, non sembra vero ma siamo alla fine del mondo.
 

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