post riepilogo

Avviso ai naviganti:  visto che il seguito è stato già postato a pezzi nell'arco di mesi, e che è per una questione di follia acuta e si spera momentanea che lo riporto qui tutto insieme, non siete costretti a farvi 'sta mega lettura.
un bacioQuando è arrivata in ospedale non sembrava essersi resa conto di niente, che tu fossi morto, morto davvero.
Se ne stava li a guardarti steso sul lettino senza dire una parola, a me, naturalmente, neanche uno sguardo.
È un organizzatrice nata, in meno di trenta secondi ha circuito i dottori perché  potessimo  riportarti a casa, mai una lacrima ne un sospiro, sembrava stesse organizzando un matrimonio e non un funerale.
So bene che non è legale trasportare un cadavere, loro dicevano che eri ancora vivo, ma io lo so che eri morto, nessuno meglio di me lo sa, t ho ucciso io.
Quando ti ho visto la prima volta era bello come il sole, sie bello anche adesso, di una bellezza che un morto non dovrebbe permettersi, affascinante sicuro di te, io mi sentivo così piccola ed anche solo il fatto che avessi voluto conoscermi, vedere i miei lavori, era come un sogno.
Per un anno ho lavorato per te senza più nemmeno vederti, poi ti seri ricordato di me, da quel giorno la mia vita è cambiata ed ormai niente sarà più lo stesso.Negli ultimi mesi avevo preso l'abitudine di stendermi nella vasca, e tra i vapori dell'acqua fumante fantasticare.
Mi sembrava oltremodo irriverente progettare li la tua morte, in quella casa in cui niente mi apparteneva, in quel bagno dove non avevo potuto scegliere nemmeno il colore degli asciugamani, sognare il come e il quando avresti smesso di esistere, più di tutto mi sarebbe piaciuto ce le sottili rughe intorno ai tuoi occhi si approfondissero fino a deturpare quel bel visino, volevo, lo ammetto, che per prima cosa perdessi quello che più amavi al mondo, il tuo volto perfetto, volevo che sapessi di essere brutto, che lei per una volta, l'ultima, ti vedesse così, che piangesse la bellezza scomparsa prima che il figlio morto...
...  ma non posso certo lamentarmi, ho colto l'occasione, un'occasione insperata ed ora debbo essere perfetta, la perfetta vedova di un uomo perfetto.Sento i passi della gente sulle scale, ora si che lei piange, piango anch'io, non piango di dolore o di rimpianto, non fingo nemmeno di piangere, piango di sollievo ed è un pianto tanto vero e copioso ed interminabile che tutti mi guardano con affetto e comprensione, tutti tranne lei.
Ho un cerotto che mi solca la fronte, un braccio al collo, non ho potuto allacciarmi da sola le scarpe [...]

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