primo rapporto dell’Osservatorio nazionale sui consumi di suolo

 La Provincia di Lodi si piazza al sesto posto in Lombardia per il consumo di suolo, con il 12,5 per cento della superficie cementificata tra il 2005 e il 2007; al primo posto si trova Milano, con il 42,5 per cento di urbanizzazione, seguita da Varese (28,7) e Como (15,8).
Il Lodigiano, però, guadagna alcune infelici posizioni nella classifica che riguarda il ritmo delle costruzioni, in questo caso, infatti, raggiunge il secondo posto con 8,0 metri quadrati sottratti al verde per ogni abitante.
I dati fanno parte del primo rapporto realizzato dall’Osservatorio nazionale sui consumi di suolo, istituito dal dipartimento architettura e pianificazione del Politecnico di Milano, dall’Istituto nazionale di urbanistica e da Legambiente.
Ogni giorno i lodigiani divorano mezzo ettaro di terreno.
Sul territorio regionale ogni giorno si costruisce su 103mila metri quadrati, una cifra pari a circa 6 volte piazza del Duomo a Milano, l’agricoltura si estende sul 43,9 per cento della Lombardia, la superficie urbanizzata è passata tra il 1999 e il 2005 dal 12,5 al 13,6 per cento.
In Lombardia le aree occupate da case, strade e palazzi sono cresciute di 10 ettari al giorno, come a dire 14 campi di calcio.
Ogni anno, inoltre, svaniscono 4.400 ettari di terreni agricoli, 3.800 di questi sono urbanizzati.
L’Emilia Romagna se la passa peggio, nell’arco di 12 mesi si vedono scomparire 7.700 ettari di campi agricoli, quasi 3mila sono immediatamente occupati.
Molto elevata la velocità della cementificazione pro capite, ogni anno gli abitanti vedono scomparire da sotto i piedi 4 metri quadrati.
Non è detto che in futuro lo sviluppo faccia più attenzione al paesaggio, non sempre i provvedimenti di Stato e Regioni si muovono in questa direzione.
I piani casa spesso promuovono l’ampliamento delle volumetrie, senza contare che i comuni devono prendersi in carico anche la gestione delle autorizzazioni ambientali, oltre a quella della programmazione urbanistica.
Il rischio è che le amministrazioni cerchino di fare cassa, relegando in soffitta l’attenzione al territorio.
Purtroppo i dati raccolti fino a questo momento dall’Osservatorio nazionale sono parziali: le informazioni sono state richieste a tutte le province italiane, ma solo i dati relativi a Lombardia, Emilia Romagna e Friuli sono stati elaborati in modo omogeneo.
Non tutti gli enti locali hanno risposto al richiamo, spesso chi l’ha fatto non aveva a disposizione mappe complete, basate su scale differenti.
L’Osservatorio nazionale sui consumi di suolo spera di poter [...]

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