racconto quasi d'autore

ogni racconto,se degno di essere narrato, va letto con l'animo rivolto verso l'alto, come se si fosse al cospetto di un grande nome, come di fronte all'ultima opera del proprio novelliere preferito, come se non fosse solo UNA storia, ma la NOSTRA storia.
per sempre, annoverata tra le memorie.
per sempre emozionante.
per sempre propedeutica.
questo non è un pezzo d'autore, ma è come se lo fosse, e vorrei che vi approcciaste ad esso senza la presunzione di scoprirne l'ideatore, senza la diffidenza dei soliti lettori.
non è opera mia, ma chi l'ha eviscerato desidera comunque rimanere anonimo.
mettetevi comodi, rilassatevi, perchè ha ora inizio la storia del soldato eretico.Il soldato eretico  Giacque supino e con una mano afferrava la terra umida di sangue color afromosia,una lettera indirizzata a Maria Consorte poco distante con un sigillo in ceralacca nero portava una A come chiusura,la conoscevo bene.Ricavò una culla tra le erbaccie dove posò il capo,aveva gli occhi gialli come quelli di un barbagianni ferito e fissava il sole che era all'azimut,le pupille ancora dilatate erano immobili.nessun battito di palpebre.non feci nulla; il fuoco dei miei compagni voltava in direzione opposta.Tornai,aveva gli occhi chiusi.raccolsi la lettera e ufficialmente vidi quanta notte c'era.  Ciao nonna ,(bacio prima te,Lana,anche se non alzerai la voce leggendo queste poche righe la nonna si sentirà in compagnia del suo nipote piu di quanto gia lo sia con il suo rosario) Quando venni la mattina del 10 agosto a salutarti non c'era nessuno in casa e ti colsi ad arrovellare una crosta di pane nel tegame di quel pomodoro fresco peperonato che avevi preparato per pranzo,era fresco di caloriferi spenti e dalla tasca del tuo grembiule pendeva la croce del cristo avvolta dallo schotc trasparente e il libricino delle preghiere del mattino e della sera.mi afferrasti per l'omero,donna di rara statura tu,nonna ,per essere una ex borsanera calabrese di un metro e 30 cm sopra la linea di galleggiamento.ricordi nonna?certo che no.la mente sta abbandonando anche il desiderio del ricordo e noi qui che sentiamo quanto non siamo in guerra.non siamo in guerra,lo ripetono le persone che contano quando ci vengono a salutare prima di partire per le missione diplomatiche.nonna,oggi piove.
e sento le gocce che ribadiscono,pesanti,cio che non ti ho detto quella mattina.la sentivi tu la pioggia,quando uscivamo con la macchina dello zio e pioveva anche li,sulla capote e ridevi ripetendomi che avevi paura ancora entrasse l'acqua dalle finiture.che [...]

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