retifica articolo APPALTI PULIZIE ULSS VICENZA

Al Direttore de “Il Giornale di Vicenza” C.A.
Direttore Dott.
Ario Gervasutti C.A Sig.
Franco Pepe Egr.
Dott.
Gervasutti, ho letto l’articolo del Giornale di Vicenza, a firma del sig.
Pepe, pubblicato a pag.19 domenica 18 luglio 2010 in merito al quale vorrei precisarle alcune questioni che mi riguardano sia sotto il profilo personale che aziendale.
Sono certo che contribuiranno a fornire al lettore una visione dei fatti più aderente alla verità.
Punto per punto.
· L’Esperia, azienda della quale sono amministratore, effettua il servizio presso la ULSS di Vicenza anche negli ambienti sanitari e, mi permetta di aggiungere, con ottimi risultati grazie al lavoro giornaliero di tutti i lavoratori impegnati nell’appalto.
· Il Dott.
Alessandri e la ULSS 6 di Vicenza non hanno mai disdetto il contratto all’Esperia; invero il contratto fu disdetto sia dalla ULSS 4 di Thiene sia dalla ULSS 5 di Arzignano che, all’esito del ricorso presentato dall’Esperia al TAR Veneto, furono condannati a ripristinare il rapporto contrattuale illegittimamente disdetto e a risarcire i danni patiti liquidati in oltre 150.000 euro.
Il risarcimento non fu mai preteso dalla Esperia che vi rinunciò avendo, in quell’occasione, perseguito innanzitutto un accertamento della verità piuttosto che una soddisfazione economica.
· Circa le presunte infiltrazioni camorristiche si è accertato, in diverse sedi, giudiziarie ed amministrative, ed in più occasioni, che Esperia era - ed è tutt'oggi - assolutamente estranea a qualsivoglia tipo di infiltrazione, contatto, contiguità sia diretta che indiretta con ambienti legati alla criminalità ordinaria e/o organizzata.
Quanto affermato è stato sostenuto dinanzi alle più alte Istituzioni Giudiziarie le quali hanno sentenziato come da estratto, significativo, che mi pregio di offrire in comunicazione: “In questa prospettiva già il Tribunale del riesame aveva evidenziato che i contatti accertati dagli organi inquirenti fra l’impresa (Esperia) ed il clan camorristico locale erano dovuti ad un tentativo di intimidazione teso da un lato ad evitare che Esperia interferisse sull’aggiudicazione di un appalto ad una società vicina all’associazione delinquenziale e dall’altro ad ottenere, nella forma del subappalto, una significativa partecipazione economica nell’espletamento dei servizi affidati alla stessa.
A fronte di tali pressioni, il Tribunale del riesame ha evidenziato il comportamento di resistenza mantenuto dai rappresentanti della società ricorrente (Esperia), la quale ha [...]

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