ricordo di S.Salvatore di Campi

Scherzando con gli amici cultori del romanico toscano avevo vantato il fatto che loro ne hanno tante e belle, ma una chiesa doppia ce l’avevamo solo noi.  Arrivando dalla Valnerina, andando verso Norcia, compariva all’improvviso in cima a un poggetto, sullo sfondo del fianco della montagna verdissima e a mezza costa l’abitato di Campi con il magnifico loggiato della Chiesa (che non c’è più, nemmeno quello…).
Ci fermavamo quasi ogni volta, anche se era chiusa che comunque meritava una sosta e un momento di contemplazione. Anche l’ambiente attorno era davvero perfetto. Spesso la sosta era premiata anche da qualche ulteriore dono di bellezza: una volta il pastore col gregge che passava, un’altra volta la gara di ruzzola con le squadre che si sfidavano su per la strada.

Quella volta appena sbucati dalla curva abbiamo visto che la porta era aperta… ci siamo precipitati e abbiamo trovato una persona del luogo, con un abito monastico (ma non era un sacerdote precisò) che stava spegnendo le...

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