ru486

  Ru486,non è la sigla di un missile o di un robot,è il nome dato alla più infame forma abortiva esistente,la pillola del giorno dopo.Mentre si discute ancora una volta legge 194, l’introduzione della pillola abortiva Ru486 può vanificare da un momento all’altro qualsiasi sforzo di miglioramento della legge, chiudendo il dibattito o rendendolo inefficace e astratto.L’aborto con la pillola è un aborto a domicilio, un metodo "fai-da-te",è lungo, doloroso e con un tasso di mortalità 10 volte più alto, ma libera i medici dal peso degli interventi, e la società, che può tranquillamente fingere di essere all'oscuro.
Introdurre la Ru486 vuol dire delegittimare le forme di prevenzione, e soprattutto significa modificare la legge attuale in modo strisciante e silenzioso, senza passare dal Parlamento;vanno dunque denunciati i motivi politici per cui la si vuole introdurre in Italia.Non tutti i Paesi in cui la Ru486 è consentita l’hanno effettivamente adottata:Australia,Germania e Olanda hanno sostanzialmente scoraggiato il metodo chimico.
La legge 194 è chiara: l’aborto (cioè l’espulsione dell’embrione) deve avvenire nelle strutture pubbliche.
Sull’interpretazione di questa norma si giocherà il futuro dell’interruzione di gravidanza nel nostro Paese, nel caso che l’Aifa autorizzi la commercializzazione della Ru486.Oltretutto,e questa secondo me è la sua colpa più grave,la “Pillola del giorno dopo” toglie la possibilità alle donne involontariamente gravide di ragionare sul da farsi;infatti la normale procedura del classico aborto comporta il passaggio di tempo tra la decisione e l'applicazione e visite mediche e psicologiche che possono portare la donna (o i medici) a decidere per la vita anzichè per la morte.La ru486 invece va ingerita velocemente,togliendo a chi si ritrova in una situazione non serena la possibilità di riflettere.Credo che anche il più abortista tra gli abortisti non possa che affermare il diritto della donna a riflettere su una decisione così importante,quindi anche tra chi la pensa diversamente da me su questo tema ci deve essere l'impegno a contrastare questo metodo subdolo di pratica abortiva.
Giorgio Bargna.

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