sono qui (come disse uno dei nipoti di Paperino)

10 maggio 2008   Diario   Bene, riprendiamo un po’ i discorsi in questo caldo giorno di maggio (30, 32 gradi).
E pensare che questo dovrebbe essere tra i mesi più freddi! In questi giorni sto visitando i progetti del Movimento.
Sono stato all’Horta, dove due gruppi di adolescenti (circa una trentina in tutto) vengono seguiti in 2 turni, uno al mattino e uno al pomeriggio, in un luogo diciamo “protetto”.
Alcuni educatori li seguono nel rinforzo scolastico e nel dare loro degli insegnamenti di vita che possono tornare loro utili una volta compiuta la maggiore età, coltivando anche un piccolo orticello a lato dello stabile dove risiede il progetto.
Io sono capitato in mezzo a loro proprio nel giorno in cui la Dorotea, una psicologa di origine tedesca, era andata trovarli (ogni 15 giorni) per seguirli anche da un punto di vista comportamentale.
E’ stato interessante per me vedere come gli adolescenti sono uguali in tutto il mondo.
All’inizio sbruffoni con me, poi in perenne litigio tra di loro e, una volta avvicinati uno per uno, per esempio nel gioco, dove ho acquistato punti con la mia straordinaria abilità nel calcio e nel ping pong ;O) , alla fine si rivelano per quello che sono… ragazzi che hanno dei sogni nella vita e una grande paura per il loro futuro.
Futuro ancora più difficile per le ragazzine, anche quattordicenni, del Rajo di Luiz.
Questo spazio è nato per dare appoggio e educazione famigliare e sessuale ad alcune (13 in questo momento), ragazzine rimaste incinte in ambienti difficili.
Il più delle volte vittime di abusi all’interno stesso del loro nucleo famigliare.
Ho rivisto le stesse dinamiche trovate nel centro di accoglienza per ragazze madri a Molina, in Cile.
Rifiuto del figlio, causa per loro di un futuro lontano dai sogni che ogni ragazzina a 14, 15 anni ha.
Impreparazione e incuranza della stessa incolumità dei propri figli.
Tristezza nei loro volti e un continuo litigare con le educatrice e tra loro stesse.
Ma comunque è già tanto che il movimento possa offrire questo spazio di formazione, con due educatrici e finora la presenza anche della Serena.
Per finire ho fatto visita ad alcune “scuoline”, con la Francisca, che è la responsabile di questo progetto.
Le scuoline erano nate per dare una possibilità ai bambini che non potevano accedere, per i più svariati motivi, al servizio scolastico statale.
Ora che le comunità sono servite da questo, purtroppo la qualità della scuola è pessima.
Quindi si è deciso di continuare con alcune scuoline per dare un servizio di [...]

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